L’Intelligenza Artificiale non è una moda passeggera, ma una tecnologia esponenziale che sta ridisegnando le fondamenta del fare impresa. Tuttavia, per una PMI italiana, il rischio di approcciare l’AI senza una bussola è altissimo: si finisce spesso per investire in strumenti complessi che il team non sa usare o che non risolvono problemi reali.
Per questo motivo, il nostro lavoro non si basa su semplici intuizioni tecniche, ma su un’attività di ricerca scientifica costante condotta in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste (UniTS) e il MIB Trieste School of Management.
Dalla nostra analisi su oltre 237 manager e imprese italiane è emerso un dato cruciale: esiste un profondo divario tra il desiderio di innovare e la reale capacità organizzativa di farlo. Per colmare questo gap, abbiamo sviluppato l’AI Readiness Level (AIRL). Ispirato alla scala di maturità tecnologica della NASA, il framework AIRL analizza tre dimensioni fondamentali:
- Tecnologia: La qualità dei dati e l’infrastruttura esistente.
- Organizzazione: La cultura aziendale, il supporto del management e, soprattutto, le competenze del personale.
- Ambiente: Le pressioni del mercato e il contesto normativo.
Questo metodo ci permette di mappare la tua azienda su una matrice a quattro quadranti. Sapere se ti trovi in una fase “Initiating” (esplorativa) o “Strategising” (capacità alta ma integrazione isolata) è il primo passo per costruire una roadmap che porti a risultati concreti e sostenibili.
I framework che utilizziamo negli assessment e nei corsi sono stati presentati e discussi in sedi scientifiche internazionali. Ecco i lavori che definiscono il nostro standard professionale:
L’adozione dell’AI nelle imprese italiane
Nello studio Exploring artificial intelligence adoption among Italian firms: the AI readiness level, pubblicato sull’International Journal of Business Information Systems, analizziamo come l’AI generativa stia cambiando le regole del gioco e quali siano i reali ostacoli — come la carenza di competenze — che frenano le nostre PMI. Un approfondimento precedente su questo tema è disponibile anche su Managing Global Transitions.
L’evoluzione dei flussi di lavoro con gli Agenti AI
Con il paper Agentic publications: redesigning scientific publishing, edito da Emerald, esploriamo come gli agenti intelligenti e i Large Language Models possano trasformare radicalmente i processi di produzione e gestione dell’informazione, rendendoli più efficienti e scalabili.
Di questo lavoro ne discutiamo anche nel video blog Inglorious Globastards.
Modelli di Business e Catene del Valore
Nel lavoro The Impact of AI Adoption on Business Models and Value Chains: Insights from Italian Firms (in fase di pubblicazione su IJVCM), analizziamo come l’integrazione dell’AI non sia solo un miglioramento tecnico, ma una vera e propria leva per ridisegnare il valore che l’azienda offre al mercato.
Le ricerche dimostrano che circa il 47% delle realtà italiane è ancora in una fase iniziale di consapevolezza. L’ostacolo principale non è la mancanza di strumenti, ma la difficoltà nel creare una strategia chiara e nel formare le persone.
Utilizzare un metodo scientifico significa smettere di rincorrere ogni novità tecnologica con angoscia e iniziare a investire solo dove l’AI può generare un reale vantaggio competitivo per la tua specifica realtà.
