Bando AI della Regione FVG: fino a 10.000 euro a fondo perduto per introdurre l’intelligenza artificiale in azienda


C’è un problema che chiunque lavori con le PMI conosce bene: le aziende sanno che l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole del gioco, ma non sanno da dove cominciare — e spesso non hanno il budget per farlo con la necessaria serenità. Si finisce per rimandare, o peggio per acquistare strumenti a caso senza una strategia.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di aggredire esattamente questo problema. Con la Legge Regionale 19/2025 ha stanziato risorse concrete per accompagnare micro e piccole imprese e liberi professionisti nell’introduzione dell’AI nei propri processi: non convegni, non brochure, non sportelli informativi — soldi veri, a fondo perduto, per fare cose concrete.

Dal 10 giugno 2026 è attivo il bando che traduce quella scelta in uno strumento operativo: il 75% delle spese ammissibili coperto dalla Regione, fino a un massimo di 10.000 euro per beneficiario. Le domande si possono presentare fino al 31 luglio 2026.

È una misura intelligente, perché non finanzia la tecnologia per la tecnologia: finanzia l’introduzione dell’AI nei processi aziendali reali, con l’obbligo per il richiedente di descrivere esplicitamente come e dove verrà utilizzata. Niente contributi a pioggia, niente acquisti di licenze che finiscono nel cassetto.

Il bando è rivolto alle micro e piccole imprese con sede legale o operativa in FVG e ai liberi professionisti con partita IVA attiva nella regione. Per “micro impresa” si intende un’organizzazione con meno di 10 dipendenti e fatturato o totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro. Per “piccola impresa” i limiti salgono a meno di 50 dipendenti e non oltre 10 milioni di euro. I due parametri — occupati e fatturato/bilancio — devono coesistere entrambi, non è sufficiente soddisfarne uno solo.

Le spese ammissibili coprono un ampio spettro di interventi. Sul fronte degli investimenti rientrano l’acquisto di software, piattaforme e sistemi AI — sia installati in locale che in cloud — le licenze pluriennali, i dispositivi intelligenti come sensori e sistemi IoT, le attività di personalizzazione e integrazione con i sistemi aziendali esistenti, e i canoni di manutenzione e aggiornamento.

Sul fronte delle spese correnti sono ammissibili i canoni e abbonamenti annuali per soluzioni AI, e — voce particolarmente interessante — le consulenze specialistiche per la progettazione e implementazione di soluzioni AI, incluse le attività di addestramento dei modelli sui dati aziendali. Quest’ultima voce comprende sia il lavoro di personale interno sia quello di soggetti esterni che ottimizzano modelli pre-addestrati integrando i dati specifici dell’azienda.

Una distinzione importante da tenere in mente in fase di rendicontazione: spese di investimento e spese correnti non sono intercambiabili. Le eventuali compensazioni tra voci di spesa sono ammesse solo all’interno della stessa categoria.

Il contributo copre il 75% delle spese riconosciute, fino a un massimo di 10.000 euro. Questo significa che un progetto da circa 13.300 euro è interamente coperto al 75%, con un esborso netto per l’azienda di circa 3.300 euro. Per chi opera in regime IVA indetraibile — molti liberi professionisti e alcune categorie di imprese — l’IVA è anch’essa ammissibile come spesa.

Il contributo è cumulabile con altri incentivi pubblici, a condizione che la somma non superi il 100% della spesa effettivamente sostenuta.

Le domande si trasmettono tramite il sistema Istanze On Line della Regione, con autenticazione SPID, CIE o CNS. È necessario allegare la ricevuta del pagamento dell’imposta di bollo da 16 euro. Le domande vengono istruite in ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento delle risorse disponibili — per l’anno 2026 sono stanziati 300.000 euro per le spese correnti e 700.000 euro per quelle di investimento — quindi presentare la domanda nelle prime settimane è un vantaggio concreto.

Entro un anno dalla concessione del contributo bisogna rendicontare le spese sostenute, allegando fatture con il Codice Unico di Progetto (CUP) assegnato in sede di concessione e documentazione dei pagamenti tracciabili.

Quello che finanzia questo bando coincide esattamente con il lavoro che facciamo: assessment del livello di maturità AI della tua organizzazione, definizione di una AI Policy e di un Regolamento AI conformi all’AI Act europeo e alla Legge 132/25, progettazione e sviluppo di agenti AI e chatbot integrati nei tuoi processi, e addestramento di modelli sui tuoi dati aziendali.

Il nostro approccio non parte da soluzioni preconfezionate. Prima capiamo dove sei — usando il framework AIRL sviluppato con l’Università di Trieste e MIB Trieste — poi costruiamo qualcosa che funziona nel tuo contesto specifico. Il bando finanzia esattamente questo tipo di intervento come “consulenza specialistica”.

Se sei un’impresa o un libero professionista con sede in FVG e stai valutando di introdurre l’AI nei tuoi processi, questo è il momento giusto per farlo con il 75% del costo coperto dalla Regione.

Scrivici per un primo confronto: valutiamo insieme se il tuo progetto è finanziabile e come strutturarlo al meglio prima della scadenza del 31 luglio.


Il bando completo e la modulistica sono disponibili sul sito della Regione FVG alla pagina dedicata. Per informazioni dirette: Laura Toic (040 3772437) e Andrea Fumis (040 3775236), Direzione Centrale Attività Produttive e Turismo.


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